FAQ

Domande frequenti

Hai una domanda su Mailflux? Consulta le nostre FAQ: rispondiamo a tutte le domande più comuni.

Generale

Devo installare un'app per leggere la mia email?

No, non serve. La nostra webmail include tutte le funzionalità e funziona su qualsiasi dispositivo. Preferisci lavorare con un'app come Thunderbird o Outlook? Puoi farlo: tutti i client email più diffusi funzionano con Mailflux.

In quali lingue è disponibile la webmail?

La nostra webmail è disponibile in danese, tedesco, inglese, francese, greco, italiano, giapponese, olandese, polacco, portoghese, serbo, spagnolo e svedese.

Domini

Posso usare il mio dominio personalizzato?

Certo. Se hai accesso alle impostazioni DNS del tuo dominio, colleghi il tuo dominio personalizzato a Mailflux senza problemi.

E se non ho ancora un dominio?

Nessun problema. Registriamo e gestiamo noi un dominio per te, così puoi iniziare subito a scrivere email in modo professionale.

L'hosting email spiegato

Qual è la differenza tra un indirizzo email e l'email hosting?

Un indirizzo email è il nome con cui scrivi, come tu@latuaazienda.it. L'email hosting è il servizio che fa funzionare quell'indirizzo: il server che riceve, conserva, filtra e invia i tuoi messaggi. Senza hosting un indirizzo è solo un nome senza cassetta delle lettere.

Mi serve un dominio personalizzato per l'email hosting?

Per un email hosting professionale sì, perché scrivi dal tuo dominio. Puoi collegare un dominio che hai già o farne registrare uno. Con Mailflux sono possibili entrambe le cose; se vuoi, registriamo e gestiamo noi un dominio per te.

L'email hosting è la stessa cosa dell'hosting web?

No. L'hosting web fa funzionare il tuo sito; l'email hosting fa funzionare la tua email. Possono esistere sullo stesso dominio ma sono servizi separati. Puoi quindi avere tranquillamente l'email sul tuo dominio senza che ci sia un sito web.

Dove si trova la mia email con l'email in hosting?

Lo decide il tuo fornitore: sceglie su quali server vengono conservati i tuoi messaggi, e quindi a quali regole sulla privacy sono soggetti. Se i server si trovano in Europa, vale il GDPR. Per chi lavora con dati di clienti o dati personali, questa posizione è una scelta consapevole. Mailflux ospita i dati in Europa ed è conforme al GDPR.

Mi serve un hosting email separato se ho già un hosting web?

Non per forza, ma spesso è consigliabile. L'email inclusa in un pacchetto di hosting web è di solito limitata: poco spazio e un filtraggio più debole, per cui la tua posta viene vista più facilmente come spam. Un hosting email separato ti dà consegna, spazio e sicurezza migliori, mentre il tuo sito resta dov'è.

Il mio sito può stare presso un fornitore e la mia email presso un altro?

Sì. Le impostazioni del tuo dominio (il DNS) stabiliscono quale traffico va al sito e quale alla tua email. Puoi quindi ospitare il sito in un posto e affidare consapevolmente la posta a un provider email specializzato, senza che si intralcino.

Posso avere l'email sul mio dominio senza un sito web?

Certo. Un dominio più un hosting email bastano per scrivere da tu@latuaazienda.it, anche se su quel dominio non c'è nessun sito. Se più avanti vuoi comunque un sito, lo aggiungi separatamente senza toccare la tua email.

Un mail server proprio costa meno dell'email in hosting?

Raramente, se conti tutto. Il server in sé sembra economico, ma il costo vero è il tuo tempo: installare, aggiornare, proteggere, fare i backup e sorvegliare la tua reputazione di invio. L'email in hosting ha un prezzo fisso e prevedibile per casella e ti toglie quel lavoro.

Con l'email in hosting posso comunque usare il mio dominio?

Sì. Con l'email in hosting scrivi normalmente con il tuo dominio, per esempio tu@latuaazienda.it. Porti un dominio che hai già, oppure ne fai registrare uno. La differenza con l'hosting fai da te non sta nell'indirizzo, ma in chi gestisce i server.

Perché la posta da un server proprio finisce più spesso nello spam?

Perché i server destinatari diffidano dei mittenti sconosciuti o nuovi. Un server proprio deve costruire e sorvegliare la sua reputazione completamente da solo, e un indirizzo IP condiviso o sporco lo rende difficile. Un provider affermato cura quella reputazione in modo continuo, così i tuoi messaggi arrivano in modo più affidabile.

Quali record DNS mi servono per l'email?

Per l'email con il tuo dominio ti serve un record MX per ricevere la posta, e SPF, DKIM e DMARC per inviare come mittente affidabile. Il record MX è indispensabile per ricevere posta; gli altri tre fanno sì che i tuoi messaggi arrivino invece di finire nello spam.

Che differenza c'è tra SPF, DKIM e DMARC?

SPF dice quali server possono inviare a nome del tuo dominio. DKIM mette una firma digitale sui tuoi messaggi. DMARC stabilisce cosa succede se SPF o DKIM falliscono e ti invia dei report. Lavorano insieme: SPF e DKIM dimostrano, DMARC decide e riferisce.

Cosa succede se questi record non sono corretti?

Se il tuo record MX non è corretto, non ricevi posta. Se SPF, DKIM e DMARC mancano o falliscono, i destinatari si fidano meno dei tuoi messaggi, che finiscono più spesso nello spam o non arrivano affatto. Record corretti aumentano la probabilità di un recapito senza intoppi.

Dominio personalizzato: le basi

Mi serve un sito web per avere l'email con il mio dominio?

No. Bastano un dominio e un hosting email. Puoi benissimo usare tu@latuaazienda.it senza che su quel dominio ci sia un sito web. Se più avanti vuoi comunque un sito, lo puoi aggiungere a parte.

Posso usare il dominio che ho già?

Sì, finché hai accesso alle impostazioni DNS del tuo dominio puoi collegarlo. Se non hai ancora un dominio, Mailflux può registrarlo e gestirlo per te, così puoi iniziare subito.

Cosa succede al mio indirizzo se un giorno cambio provider?

Siccome il dominio è intestato a te, l'indirizzo resta tuo. Trasferisci la tua casella e mantieni semplicemente tu@latuaazienda.it. Non sei quindi mai legato a un unico servizio.

Un indirizzo email gratuito è poco professionale?

Non tecnicamente, ma come immagine sì. Un indirizzo con il tuo dominio sembra più affidabile e rafforza il tuo nome a ogni email. Per il contatto con i clienti, i preventivi e le fatture fa una differenza percepibile in quanto sembri serio.

Posso continuare a usare il mio indirizzo gratuito accanto a quello nuovo?

Sì. Molti lasciano attivo il vecchio indirizzo ancora per un po' durante il passaggio e inviano le nuove comunicazioni dal proprio dominio. Così lo dismetti con calma senza perdere nulla.

Quanto costa un indirizzo email professionale?

Paghi il dominio a parte (un costo annuale basso) e in più per casella. Con Mailflux si parte da 4,99 € per casella al mese, con fatturazione annuale, con antivirus, antispam, backup e 20 alias inclusi.

È meglio info@ o nome@?

Si completano a vicenda. Un indirizzo personale come nome@ risulta più caloroso e credibile nel contatto diretto con i clienti. info@ è comodo come porta d'ingresso generale sul tuo sito. La maggior parte delle attività li usa entrambi: un indirizzo personale per scrivere, info@ per raccogliere le domande.

Posso modificare il mio indirizzo email in seguito?

Sì. Puoi creare nuovi indirizzi e aggiungere alias, purché rientrino nel tuo dominio. Se vuoi cambiare struttura, affianchi il nuovo indirizzo al vecchio e usi un alias per continuare a ricevere i messaggi sul vecchio indirizzo.

Di quanti indirizzi email ho bisogno?

Agli inizi spesso basta una casella con un indirizzo personale, più un alias info@. Se la tua attività cresce o arrivano dei colleghi, crei caselle in più o indirizzi di funzione. Parti in piccolo e amplia quando serve.

Il mio indirizzo email deve contenere esattamente il nome della mia azienda?

Non per forza. È più importante che il tuo dominio sia riconoscibile come tuo e facile da scrivere. Una versione abbreviata o accorciata di un nome aziendale lungo va benissimo, purché i clienti ti associno subito.

Qual è la differenza tra un alias e una casella condivisa?

Un alias è un indirizzo di inoltro: la posta per info@ arriva in una casella esistente, ma non c'è una casella separata. Una casella condivisa è una casella propria a cui più persone possono accedere, con cartelle ed elementi inviati propri. Un alias è più semplice; una casella condivisa offre più ordine e la possibilità di rispondere dall'indirizzo.

Più persone possono lavorare contemporaneamente nella stessa casella?

Sì. Con una vera casella condivisa più colleghi possono avere accesso e vedere gli stessi messaggi. Mettetevi però d'accordo su chi si occupa di cosa: con cartelle o etichette segni ciò che è in lavorazione o già gestito, così nessuno fa il lavoro due volte o si lascia sfuggire un messaggio.

Un indirizzo email di funzione costa di più?

Non come alias: ogni piano Mailflux include 20 alias gratuiti, quindi indirizzi come info@ o direttivo@ li crei senza sovrapprezzo. Se vuoi una vera casella condivisa separata con il proprio spazio di archiviazione, la paghi come casella. Cosa sia adatto dipende da quanto vuoi farci.

Protocolli e concetti

Qual è la differenza tra IMAP e POP?

IMAP mantiene i tuoi messaggi sul server e li sincronizza con tutti i tuoi dispositivi, così vedi ovunque la stessa cosa. POP scarica i tuoi messaggi su un solo dispositivo e di solito li cancella dal server. IMAP è quindi fatto per più dispositivi; POP per conservare in locale in un solo posto.

Per più dispositivi è meglio IMAP o POP?

IMAP. Dato che la tua posta resta sul server, sul telefono, sul portatile e nella webmail vedi sempre la stessa posta in arrivo, con lo stesso stato di lettura e delle cartelle. POP scarica la posta su un solo dispositivo, per cui sugli altri dispositivi possono mancare dei messaggi.

Posso passare più avanti da POP a IMAP?

Sì. Configuri di nuovo il tuo account con IMAP invece di POP. La posta che POP aveva già scaricato in locale resta su quel dispositivo; da quel momento i nuovi messaggi restano ordinatamente sul server e si sincronizzano su tutti i tuoi dispositivi. In caso di dubbio, inizia subito con IMAP.

Qual è la differenza tra SMTP e IMAP?

SMTP invia la tua posta in uscita; IMAP scarica la tua posta in arrivo e la sincronizza con i tuoi dispositivi. Ti servono entrambi: SMTP per inviare, IMAP (o POP) per leggere. Lavorano insieme in ogni client email.

Quale porta SMTP devo usare?

Per l'invio protetto usi la porta 587 con STARTTLS, oppure la porta 465 per una connessione crittografata. La porta 25 è pensata per il traffico tra server e per gli utenti normali viene spesso bloccata. Attiva sempre SSL/TLS.

Perché la mia email resta in Posta in uscita?

Di solito l'impostazione SMTP in uscita non è corretta: un server o una porta sbagliati, oppure manca l'accesso. Controlla il server in uscita, la porta e se la crittografia è attiva. Nella webmail questo non succede, perché lì l'invio è già configurato per te.

Mi serve SMTP se uso solo la webmail?

Non come qualcosa da impostare tu. Nella webmail l'invio è già configurato per te; clicchi semplicemente su invia. Le impostazioni SMTP entrano in gioco solo quando colleghi un client email sul computer o sul telefono. Allora inserisci una volta il server in uscita e la porta.

Cosa succede quando invii un'email?

Il tuo messaggio va prima a un server di posta in uscita, che cerca dove arriva la posta del destinatario e consegna lì il messaggio. Il server destinatario lo controlla per spam e malware e lo mette nella casella. Il destinatario lo legge quando apre la sua casella.

La mia email va direttamente al destinatario?

No. La tua posta viaggia attraverso i mail server, proprio come la posta passa per gli uffici postali. Il tuo server in uscita passa il messaggio al mail server del destinatario, che lo mette nella casella giusta. Di solito avviene in pochi secondi.

Perché a volte la mia email non arriva?

Di solito per impostazioni del dominio errate (MX, SPF, DKIM, DMARC), un'impostazione sbagliata del server in uscita o un filtro antispam dal lato del destinatario. Record del dominio corretti e una connessione protetta aumentano le probabilità che la tua posta arrivi regolarmente nella posta in arrivo.

Quanto ci mette un'email ad arrivare?

Di solito pochi secondi. Il tuo messaggio passa dal tuo server in uscita al mail server del destinatario, e avviene rapidamente. A volte ci vuole di più, per esempio se un server destinatario lo rimanda un attimo o fa controlli in più. Se la posta non arriva proprio, di norma ricevi un messaggio di errore.

Cosa mi serve per poter usare l'email?

Un indirizzo email su un dominio e un servizio di hosting email che riceve e invia i tuoi messaggi. Per leggere e inviare usi la webmail nel browser o un client email. Non devi organizzare altro da solo; i server funzionano dietro le quinte.

Qual è la differenza tra un alias e una casella?

Una casella è una casella di posta completa, con un proprio spazio di archiviazione e un proprio login. Un alias è un indirizzo in più, senza spazio di archiviazione proprio, che inoltra la posta a una casella esistente. Un alias è quindi più leggero e incluso gratuitamente; una casella in più è un account separato.

Posso anche inviare email con un alias?

Sì. Nella maggior parte degli ambienti di posta imposti di rispondere come indirizzo alias, così il destinatario vede l'indirizzo alias e non il tuo indirizzo sottostante. In questo modo compare per esempio info@latuaazienda.it come mittente, mentre lavori in un'unica casella.

Quanti alias posso creare?

Con Mailflux ogni piano include 20 alias gratuiti per casella. Per la maggior parte dei liberi professionisti, delle associazioni e delle piccole imprese è più che sufficiente per creare tutti gli indirizzi di funzione e di servizio necessari senza costi aggiuntivi.

Un alias costa di più?

Con Mailflux no: i 20 alias per casella sono inclusi gratuitamente in ogni piano. Crei quindi indirizzi come info@ o vendite@ senza costi aggiuntivi. Solo se ti servono più caselle complete e separate con un proprio login, si aggiunge una casella in più.

Cosa succede senza record MX?

Senza un record MX corretto il resto di internet non riesce a trovare dove consegnare l'email del tuo dominio. I messaggi allora non arrivano nella tua casella, spesso senza che il mittente riceva un chiaro messaggio di errore. Un record MX corretto è quindi indispensabile per ricevere posta.

A cosa serve il numero di priorità di un record MX?

Il numero di priorità stabilisce in quale ordine vengono provati i server di posta. Un numero più basso significa una precedenza più alta. Così puoi impostare un server di riserva: se il server principale è temporaneamente irraggiungibile, la posta va al successivo nella fila e non si perde nulla.

Un record MX è la stessa cosa di un record SPF o DKIM?

No. Il record MX gestisce dove arriva la tua email (ricezione). SPF, DKIM e DMARC dimostrano che sei un mittente affidabile (invio). Si trovano tutti nel DNS del tuo dominio e lavorano insieme, ma hanno ciascuno un compito diverso.

Quanto tempo ci vuole perché una modifica MX funzioni?

Una modifica ai tuoi record MX non è subito visibile ovunque. Calcola qualche ora prima che i nuovi valori siano noti in tutto il mondo. Nel frattempo la posta può arrivare sia al vecchio sia al nuovo server, quindi elimina i vecchi record solo quando i nuovi sono attivi ovunque.

Posso usare più record MX contemporaneamente?

Sì. Più record MX con numeri di priorità diversi ti danno un percorso di riserva: se il server principale viene meno per un momento, la posta va al successivo nella fila. Non lasciare però che due servizi email separati rivendichino contemporaneamente la posta dello stesso dominio, a meno che non sia stato impostato così di proposito.

Che differenza c'è tra un catch-all e un alias?

Un alias è un singolo indirizzo aggiuntivo che crei apposta e inoltri a una casella. Un catch-all invece raccoglie tutti gli indirizzi del tuo dominio che non esistono. Un alias è mirato e sicuro; un catch-all è una rete ampia che fa entrare anche più spam.

Con un catch-all ricevo molto spam?

Di solito più che senza. Gli spammer provano indirizzi a caso del tuo dominio, e un catch-all li fa entrare tutti invece di rifiutarli. Un buon filtro contro spam e malware è quindi indispensabile se usi un catch-all.

Mi serve davvero un catch-all?

Spesso no. Se sai quali indirizzi usi, singoli alias sono di solito più ordinati e più sicuri. Un catch-all è utile soprattutto come rete di sicurezza contro gli errori di battitura o per vedere per un periodo quali indirizzi usano le persone.

Posso combinare un catch-all con alias e caselle?

Sì. Le caselle e gli alias esistenti ricevono normalmente la loro posta; il catch-all entra in azione solo per gli indirizzi che non esistono. Così usi indirizzi fissi per ciò che conosci, e tieni la rete di sicurezza pronta per il resto.

Un catch-all è sicuro per la mia privacy?

Un catch-all fa entrare più posta, tra cui spam e a volte tentativi di abuso, quindi un buon filtro è importante. Con Mailflux quella posta arriva su server in Europa, conformi al GDPR, con antivirus, antispam e antimalware in ogni piano. Attiva inoltre l'autenticazione a due fattori per una protezione in più.

Devo installare un'app per consultare la mia email?

No, non serve. Con la webmail accedi semplicemente dal browser e sei subito nella tua casella, su qualsiasi dispositivo e senza installazione. Se preferisci un'app fissa sul computer o sul telefono, puoi farlo, ma non è un obbligo per poter scrivere email.

Posso usare la webmail e un client email contemporaneamente?

Sì. Grazie al protocollo IMAP mostrano la stessa casella sincronizzata. Puoi usare un client email sul computer fisso e accedere velocemente alla webmail quando sei in giro. Ciò che leggi o sposti in uno lo vedi anche nell'altro.

Cosa è più sicuro, la webmail o un client email?

Entrambi sono sicuri finché usi una connessione protetta e, dove possibile, attivi l'autenticazione a due fattori. La webmail funziona sempre con l'ultima versione, senza che tu debba aggiornare nulla. Con un client email tieni tu aggiornata l'app. La scelta è quindi soprattutto una questione di comodità, non di sicurezza.

Sicurezza: le basi

La 2FA è obbligatoria con Mailflux?

No, la 2FA è opzionale. Puoi attivare tu stesso l'autenticazione a due fattori in ogni piano, quando vuoi. Te la consigliamo vivamente, soprattutto se lavori con dati sensibili, ma decidi tu se e quando attivarla.

E se perdo il telefono?

Per questo ci sono i codici di recupero che ricevi durante l'attivazione. Conservali in un posto sicuro fuori dalla tua casella. Con un codice di riserva o un secondo fattore configurato accedi comunque, e poi colleghi di nuovo la 2FA a un nuovo dispositivo.

La 2FA rallenta l'accesso ogni volta?

Appena. Il secondo passaggio richiede pochi secondi: ricopiare un codice o approvare una notifica. Molti dispositivi ricordano un accesso attendibile per un po' di tempo, così non devi confermare a ogni sessione. La sicurezza in più vale ampiamente quei pochi secondi.

Perché a volte un'email buona finisce nella mia cartella Spam?

Nessun filtro è perfetto. Un'email vera può mostrare caratteristiche da spam: per esempio molti link, un mittente sconosciuto o la mancanza di verifiche tecniche. Togli l'email dalla cartella Spam e segna il mittente come attendibile; il filtro impara e da quel momento lascia passare quel mittente.

Posso disattivare completamente un filtro antispam?

Raramente è una buona idea. Senza filtro tutto lo spam, il phishing e il malware arrivano direttamente, e devi valutare tutto da solo. Meglio tenere il filtro attivo e correggerlo: aggiungi alla whitelist i mittenti abituali e segnala gli errori, così si adatta sempre meglio alla tua posta.

Un filtro antispam blocca anche il phishing?

In gran parte sì. Un buon filtro riconosce molti tentativi di phishing da link, mittenti e schemi sospetti, e li mette da parte. Eppure a volte qualcosa passa, perché il phishing è sempre più sofisticato. Resta attento alle richieste di pagamento inattese e ai link strani. Il filtro e tu, insieme, siete la difesa più forte.

Qual è la differenza tra phishing e spam?

Lo spam è pubblicità non richiesta o posta di massa: fastidioso, ma di solito non direttamente dannoso. Il phishing è un inganno mirato che vuole rubarti dati, denaro o accessi. Un filtro antispam intercetta entrambi, ma il phishing è più pericoloso perché cerca deliberatamente di indurti a compiere un'azione.

Ho cliccato su un link di phishing. E adesso?

Niente panico, ma agisci in fretta. Se non hai ancora inserito nulla, di solito non è successo niente di grave: chiudi la pagina. Se invece hai inserito dei dati, cambia subito quella password (e ovunque l'hai riutilizzata), attiva la 2FA e avvisa il responsabile IT o il servizio interessato.

Un filtro antispam può bloccare tutto il phishing?

No, nessun filtro intercetta tutto. Un buon filtro basato sul machine learning ferma la grande maggioranza, ma il phishing mirato o nuovo a volte passa. Per questo la tua attenzione resta indispensabile: controlla mittente e link e sii critico con le richieste inattese o urgenti.

Mailflux fa in automatico il backup della mia email?

Sì. Ogni piano include backup automatici, da Base a Premium. Girano in background, così i tuoi messaggi vengono messi al sicuro senza che tu debba configurare nulla. Se serve ripristinare qualcosa, il nostro supporto ti aiuta: contattaci senza problemi.

Un backup è la stessa cosa dello spazio di archiviazione?

No. Lo spazio di archiviazione è quanta posta può contenere la tua casella (8 GB con Base, 25 GB con Pro, 50 GB con Premium). Un backup è una copia di riserva separata con cui puoi recuperare i messaggi persi. Ti servono entrambi: spazio per lavorare e una rete di sicurezza.

Devo fare anche un backup per conto mio?

Non è obbligatorio, perché i backup automatici sono già attivi. Se vuoi una sicurezza in più o una copia interamente sotto il tuo controllo, puoi esportare tu stesso la posta o tenere una copia locale tramite un client email. Per la maggior parte degli utenti il backup automatico è sufficiente.

Per quanto tempo devo conservare la mia email aziendale?

Dipende dal tuo paese, dal tuo settore e dal tipo di messaggio. Per i documenti fiscali e contabili valgono obblighi di conservazione per legge; per il resto della posta stabilisci tu un termine sensato. Basati sulla fonte ufficiale per la tua situazione e nel dubbio rivolgiti a uno specialista.

Archiviare è la stessa cosa che fare un backup?

No. Un archivio è uno spazio ordinato e a lungo termine per messaggi che conservi consapevolmente e vuoi ritrovare. Un backup è una copia di riserva che ti salva quando qualcosa va storto, come una cancellazione o un guasto. Per una buona gestione ti servono entrambi, ognuno con il suo scopo.

Posso conservare senza limiti le email con dati personali?

No. Il GDPR chiede di non conservare i dati personali più a lungo del necessario per lo scopo. Devi quindi trovare un equilibrio: da una parte gli obblighi di conservazione per legge, dall'altra l'eliminazione per tempo. Metti per iscritto le tue scelte e nel dubbio fatti consigliare da uno specialista.

Costi e trasparenza

Qual è il modo più conveniente per avere un indirizzo email aziendale?

Il piano d'ingresso Base costa 4,99 € per casella al mese, con fatturazione annuale, più il dominio a parte. È un indirizzo professionale completo con il tuo dominio, sicurezza e backup inclusi. Per la maggior parte di chi inizia, questo piano basta e avanza per partire.

Il dominio è compreso nel prezzo?

No, il dominio è un costo annuale a parte e non è compreso nel prezzo della casella. Porti un dominio esistente o ne fai registrare e gestire uno da Mailflux. Conta quindi sempre il dominio a parte quando calcoli il tuo totale annuo.

Pago al mese o all'anno?

Il prezzo è indicato per casella al mese, ma la fatturazione è annuale. Sai quindi esattamente cosa aspettarti per un anno intero, senza oscillazioni mensili. Così il tuo costo resta prevedibile e chiaro.

Posso scegliere più avanti un piano più costoso?

Sì. Se inizi con Base e più avanti ti servono più spazio o funzioni come calendario e sincronizzazione, passi a Pro o Premium. Premium offre 50 GB di spazio, espandibili fino a 100 GB, così puoi crescere insieme alla tua attività.

Quanto costa all'anno l'email con un dominio proprio?

Calcola il prezzo della casella (da 4,99 € al mese, quindi 59,88 € all'anno con Base) per il numero di utenti, più il dominio annuale e un'eventuale configurazione una tantum nel primo anno. Dal secondo anno restano solo la casella e il dominio.

Il dominio è compreso nel prezzo dell'hosting email?

No, il dominio è un costo annuale a parte ed è separato dal prezzo della casella. Un solo dominio basta però per tutte le tue caselle. Includi quindi questa voce una volta nel tuo totale annuo, non separatamente per ogni utente.

Perché il prezzo dell'hosting email varia così tanto?

Perché le offerte sono composte in modo diverso: una mostra un prezzo introduttivo, l'altra il prezzo di rinnovo; una fa pagare solo l'email, l'altra un'intera suite per l'ufficio. Separa le voci e fai i conti con il prezzo di rinnovo: così confronti in modo onesto.

C'è sempre un costo di configurazione?

Non sempre. Se parti da zero, la configurazione di solito si fa in fretta senza costi aggiuntivi. Se trasferisci posta e contatti esistenti, possono aggiungersi una configurazione o una migrazione una tantum. Hai dubbi sulla tua situazione? Chiedicelo pure.

Configurazione per dispositivo

Perché l'app Outlook non riconosce in automatico il mio indirizzo email?

Con un indirizzo email sul tuo dominio l'app non ha una configurazione automatica su cui basarsi. Per questo scegli a mano IMAP e inserisci tu i dati del server tramite Impostazioni avanzate. È normale e non cambia nulla nel funzionamento della posta dopo.

Posso usare la stessa casella anche sul computer?

Sì. Siccome usi IMAP, i messaggi restano sul server. Configura la casella con gli stessi dati sul computer oppure apri la webmail su webmail.mailflux.eu. Vedi così ovunque le stesse cartelle e gli stessi messaggi, sincronizzati.

Perché la configurazione automatica di Thunderbird non trova le mie impostazioni?

Con un dominio personalizzato Thunderbird non sempre riesce a trovare i server da solo. Nella procedura guidata clicca su Configura manualmente e inserisci il server in entrata e quello in uscita con i valori indicati sopra. Appena clicchi su Ripeti test, Thunderbird controlla tutto per te.

Posso usare in Thunderbird più caselle Mailflux una accanto all'altra?

Sì. Ripeti i passaggi per ogni casella tramite il menu → Nuovo → Account di posta esistente. Ogni casella ha il suo elenco di cartelle in Thunderbird, mentre grazie a IMAP i messaggi restano sul server e sono sincronizzati ovunque.

Non trovo “Account Mail” nelle Impostazioni: dov'è?

Nelle versioni recenti di iOS vai su Impostazioni → App → Mail → Account Mail. Nelle versioni meno recenti è in Impostazioni → Mail → Account. Da lì tocchi Aggiungi account e scegli Altro per aggiungere la tua casella Mailflux.

La mia email sparisce se rimuovo l'account dall'iPhone?

No. Siccome usi IMAP, i tuoi messaggi sono sul server, non solo sul dispositivo. Se rimuovi l'account dall'iPhone, le tue email restano visibili nella webmail e sugli altri dispositivi.

Uso l'app di posta della mia marca (per esempio Samsung): funziona lo stesso?

Sì. I campi sono ovunque gli stessi; a volte cambiano leggermente solo i nomi dei menu. Quando aggiungi un account scegli la configurazione manuale o IMAP e inserisci il server in entrata con porta 993 e quello in uscita con porta 465, sempre con SSL/TLS.

Mi serve un account Google per usare l'app Gmail?

L'app Gmail ti serve solo come client email; la tua casella Mailflux la aggiungi tramite Altro → Personale (IMAP). Accedi con indirizzo e password Mailflux, non con un altro account. I tuoi messaggi restano interamente sul server Mailflux.

Quali porte usa Mailflux per l'email?

IMAP per la posta in entrata usa la porta 993 con SSL/TLS, e SMTP per la posta in uscita usa la porta 465 con SSL/TLS. Se preferisci lavorare con POP, è la porta 995 con SSL/TLS. Il nome utente è sempre il tuo indirizzo email completo.

Dove trovo il nome esatto del server?

Il nome del server in entrata e in uscita lo trovi nel tuo account Mailflux, tra i dati della tua casella. Il nome host varia da dominio a dominio, quindi copialo alla lettera. Non ne vieni a capo? Allora ti forniamo volentieri noi i valori giusti.

Perché Outlook per Mac non riconosce in automatico le mie impostazioni?

Con un dominio personalizzato Outlook non sempre riesce a trovare i server da solo. Scegli quindi IMAP come tipo di account e inserisci a mano il server in entrata e quello in uscita con i valori indicati sopra. Appena i dati sono corretti, Outlook si connette subito e scarica i tuoi messaggi.

Posso usare più caselle Mailflux in Outlook per Mac?

Sì. Ripeti i passaggi per ogni casella tramite Outlook → Impostazioni → Account → +. Ogni casella ha il suo elenco di cartelle, mentre grazie a IMAP i messaggi restano sul server e sono sincronizzati su tutti i tuoi dispositivi.

Devo collegare la mia casella a Outlook sul web per usarla?

No. Puoi leggere e inviare la tua posta Mailflux direttamente tramite webmail.mailflux.eu, senza collegare nulla. Collegarla in Outlook sul web è comodo se preferisci riunire i tuoi indirizzi in un'unica schermata che conosci già.

Posso aggiungere più indirizzi con il mio dominio?

Sì. Ripeti i passaggi per ogni indirizzo tramite l'ingranaggio → Posta → Account di posta elettronica → Aggiungi account. Ogni casella mantiene le sue cartelle, mentre grazie a IMAP i messaggi restano sul server e sono sincronizzati su tutti i tuoi dispositivi.

Perché Apple Mail dice che non riesce a verificare il mio account?

Con un dominio personalizzato Mail non sempre riesce a trovare i server da solo, e allora compare questo messaggio. Inserisci a mano il server in entrata e quello in uscita con i valori indicati sopra e clicca su Accedi. Appena i dati sono corretti, Mail si connette.

La mia email sparisce se rimuovo l'account dal Mac?

No. Siccome usi IMAP, i tuoi messaggi sono sul server, non solo sul Mac. Se rimuovi l'account, le tue email restano visibili nella webmail e sugli altri dispositivi. Quindi non perdi nulla.

Devo configurare SMTP a parte o fa parte del mio account?

Di solito configuri SMTP insieme al tuo account: il tuo client email chiede sia il server in entrata (IMAP) sia quello in uscita (SMTP). Se l'invio non funziona, modifichi solo la sezione Server in uscita (SMTP) con la porta 465, SSL/TLS e il tuo indirizzo email completo come nome utente.

Perché la posta in uscita deve accedere con la mia password?

L'autenticazione sul server in uscita impedisce che qualcun altro invii tramite il tuo indirizzo. Per questo Mailflux chiede anche per SMTP il tuo indirizzo email completo e la password. Senza questo accesso il server rifiuta il tuo messaggio, e nel tuo client email vedi spesso un avviso di “invio non riuscito”.

Dove trovo la configurazione avanzata in Posta di Windows?

Nell'app Posta clicca sull'ingranaggio → Gestisci account → Aggiungi account. Scorri quella finestra fino in fondo: lì trovi Configurazione avanzata. Scegli Posta elettronica Internet per configurare a mano la tua casella Mailflux con i dati del server indicati sopra.

In Posta di Windows non posso inserire il numero di porta?

Posta di Windows non sempre mostra le porte separatamente. Se selezioni le caselle SSL, l'app usa in automatico le porte standard sicure: 993 per la posta in arrivo e 465 per quella in uscita. Se il nome del server è corretto e le caselle sono selezionate, l'app si connette.

Attività e funzioni

Ogni quanto devo cambiare la password della mia email?

Una password robusta e unica non va cambiata secondo un calendario fisso. Cambiala però subito se sospetti che qualcuno la conosca, se l'hai inserita per errore da qualche parte o se l'hai condivisa con altri. Per il resto, una password ben custodita va benissimo per anni.

E se ho perso completamente la password?

Se non riesci più ad accedere, non la reimposti da solo tramite la webmail. Contatta il nostro supporto indicando il tuo indirizzo email e il dominio. Verifichiamo che tu sia il titolare e ti aiutiamo personalmente a riottenere un accesso sicuro alla tua casella.

La 2FA è obbligatoria con Mailflux?

No, l'autenticazione a due fattori è facoltativa in ogni piano. Decidi tu se attivarla. Te la consigliamo però, soprattutto se lavori con dati sensibili o aziendali: è uno dei modi più semplici per proteggere molto meglio la tua casella senza complicare l'uso di tutti i giorni.

Quale app di autenticazione posso usare?

Funziona qualsiasi app di autenticazione diffusa, perché seguono tutte lo stesso standard per i codici temporanei. Scegli un'app gratuita dallo store del tuo telefono, aggiungi la tua casella con il codice QR e hai finito. Per una spiegazione del concetto, leggi la breve scheda sulla 2FA.

Che differenza c'è tra un'etichetta e una cartella?

Una cartella sposta un messaggio in un unico posto fisso; un'etichetta lascia il messaggio nella posta in arrivo e gli aggiunge un contrassegno colorato. Siccome un messaggio può avere più etichette, le etichette sono più flessibili delle cartelle: ritrovi la stessa email sotto ogni categoria che le hai assegnato.

Posso rinominare o eliminare un'etichetta in seguito?

Sì. Apri le impostazioni delle etichette nella webmail, scegli l'etichetta e modificane il nome o il colore, oppure eliminala. Se elimini un'etichetta, i messaggi restano dove sono; sparisce solo il contrassegno colorato. Così puoi far crescere con calma la tua organizzazione insieme al tuo lavoro.

Che differenza c'è tra un catch-all e un alias?

Un alias è un singolo indirizzo aggiuntivo che crei tu e fai puntare a una casella. Un catch-all invece raccoglie proprio tutti gli indirizzi del tuo dominio, anche quelli che non hai mai creato. Gli alias ti danno più controllo; un catch-all è una rete ampia per tutto il resto che arriva.

Posso combinare un catch-all e singoli alias?

Sì, funzionano benissimo insieme. Crei alias per gli indirizzi che usi davvero, e il catch-all raccoglie il resto. Così non perdi mai un messaggio per un errore di battitura, mentre tieni ben separati gli indirizzi importanti. Nel dubbio ti aiutiamo volentieri a trovare la configurazione giusta.

Una casella condivisa o un indirizzo di funzione costano di più?

Un indirizzo di funzione come alias non costa nulla in più: con ogni piano hai 20 alias gratuiti. Se vuoi una casella condivisa separata con il proprio spazio di archiviazione, è una casella in più nel tuo abbonamento. Così scegli tu tra un semplice alias gratuito e una casella comune completa, a seconda di come lavorate insieme.

Tutti possono allora accedere agli stessi messaggi?

Sì, è proprio lo scopo. Con una casella condivisa tutte le persone coinvolte vedono la stessa posta in arrivo e inviata, così nulla cade nel vuoto quando qualcuno è assente. Con un alias la posta arriva nella casella della persona dietro l'indirizzo, che poi la gestisce o la inoltra da sé.

Posso disattivare del tutto il filtro antispam?

Lo sconsigliamo, perché il filtro ti protegge anche da phishing e malware, non solo dalla pubblicità. Meglio regolarlo che disattivarlo: metti i mittenti fidati nella lista bianca e segnala ciò che riesce comunque a passare. Così mantieni la protezione, mentre la posta che per te è importante arriva normalmente.

Quanto ci vuole perché il filtro migliori?

Il filtro impara di continuo da ciò che segnali, quindi di solito noti la differenza già dopo qualche giorno. Più sei coerente nel segnare lo spam come spam e la posta buona come non spam, più va veloce e preciso. I mittenti abituali nella lista bianca funzionano subito, senza attese.

Di quanto spazio ho bisogno?

Dipende da quanti allegati conservi. Chi riceve soprattutto email di solo testo se la cava per anni con 8 GB. Se invii e conservi molte foto, PDF o file grandi, 25 o 50 GB sono più comodi. Guarda il tuo consumo attuale nella webmail e scegli con un po' di margine: così non dovrai aumentare di nuovo lo spazio a breve.

Perdo email se cambio piano?

No. Con un upgrade tutta la tua posta esistente resta dov'è; ottieni solo più spazio. Non viene eliminato né spostato nulla. Noti soltanto che il limite di spazio aumenta, così nuovi messaggi e allegati ci stanno di nuovo senza problemi.

Posso ripristinare da solo un backup con un pulsante?

No, non lo fai da solo. La posta cancellata la recuperi tu dal cestino, ma il ripristino da un backup automatico avviene con cura tramite il nostro supporto. Così evitiamo che dati sbagliati o non aggiornati finiscano sulla tua casella. Contattaci con i dettagli e lo sistemiamo insieme.

Di quali dati ha bisogno il supporto?

Indica di quale casella si tratta, in quale cartella si trovava il messaggio, più o meno in che data l'hai perso e chi era il mittente o qual era l'oggetto. Più precisi sono questi dati, più velocemente ritroviamo il messaggio giusto. Segnalalo inoltre il prima possibile: così le probabilità di un ripristino rapido sono più alte.

Migrazione e passaggio

Perdo messaggi se la copia va storta?

No. Copi dalla tua vecchia casella, quindi gli originali restano lì finché non elimini nulla. Se la copia si blocca, la riavvii. Solo dopo aver verificato che tutte le cartelle e i numeri su Mailflux tornano puoi ripulire in sicurezza la vecchia casella.

Con ImapSync le mie cartelle e lo stato di lettura restano invariati?

Sì. ImapSync porta con sé l'intera struttura delle cartelle e mantiene l'informazione se un messaggio è letto o non letto. Se esegui di nuovo lo strumento più tardi, copia solo ciò che si è aggiunto. Così puoi tranquillamente trasferire in anticipo e aggiornare un'ultima volta poco prima del passaggio definitivo.

Perdo i miei vecchi messaggi di Gmail con il passaggio?

No. Copi i tuoi messaggi nella nuova casella; gli originali restano in Gmail finché non li elimini tu. Solo dopo aver verificato che tutte le cartelle e i numeri sul tuo dominio tornano puoi fare pulizia in Gmail con calma. Così hai sempre una rete di sicurezza.

Posso continuare a usare il mio vecchio indirizzo Gmail per un po'?

Sì. In Gmail puoi impostare una regola di inoltro, così la posta in arrivo va automaticamente al tuo nuovo indirizzo. In questo modo non perdi nulla mentre i tuoi contatti si abituano al tuo nuovo indirizzo con il tuo dominio. Tieni attivo Gmail finché non sei sicuro che tutti ti raggiungano al nuovo indirizzo.

Perdo i miei vecchi messaggi di Hotmail con il passaggio?

No. Copi i tuoi messaggi nella nuova casella; gli originali restano in Outlook.com o Hotmail finché non li elimini tu. Solo dopo aver verificato che tutte le cartelle e i numeri sul tuo dominio tornano puoi fare pulizia nel vecchio account con calma. Così hai sempre una rete di sicurezza.

Anche i miei contatti e il calendario vengono trasferiti?

La copia via IMAP riguarda i tuoi messaggi email e le cartelle. Contatti e appuntamenti del calendario li esporti a parte dal vecchio account (di solito come file) e poi li importi nel nuovo ambiente. Così parti sul tuo dominio con una casella completa e con i tuoi contatti di sempre a portata di mano.

La mia email continua a funzionare durante il passaggio?

Sì. La tua casella attuale continua a ricevere e inviare finché non cambi i record MX. Prima copi i messaggi e provi la nuova casella, e solo quando tutto torna cambi la consegna della posta. Dopo il cambio tieni aperta la vecchia casella ancora un po' per recuperare i messaggi in ritardo.

Posso mantenere il mio indirizzo email quando cambio hosting?

Sì, purché tu usi lo stesso dominio. Su Mailflux crei gli stessi indirizzi che avevi presso il vecchio hosting, per esempio tu@latuaazienda.it. Dopo il cambio dei record MX la posta arriva esattamente allo stesso indirizzo, ora nella tua nuova casella. I tuoi contatti non si accorgono del trasloco.

Perdo messaggi durante il cambio dei record MX?

No. Un server di invio che non vede ancora il tuo nuovo indirizzo riprova in automatico, spesso per ore. E siccome la vecchia casella è ancora aperta, la posta in ritardo viene raccolta lì e tu la copi in seguito. Abbassando il TTL in anticipo mantieni breve la finestra di passaggio.

Quanto tempo ci vuole perché la modifica dei record MX sia attiva ovunque?

Di solito si conclude in poche ore, a volte fino a circa un giorno, a seconda del TTL impostato sui tuoi record. Se abbassi il TTL un giorno prima, va più veloce. Fino ad allora tieni aperta la vecchia casella, così sei sicuro di non perdere messaggi durante il passaggio.

Dominio e DNS

Mi servono SPF e DKIM prima di configurare DMARC?

Sì. DMARC verifica se la posta ha superato il controllo SPF o DKIM e agisce di conseguenza. Senza questi due record DMARC non ha nulla su cui appoggiarsi e la posta legittima può essere rifiutata a torto. Sistema quindi prima SPF e DKIM, e poi aggiungi DMARC come livello finale.

Con quale policy conviene iniziare?

Inizia con p=none. Così il recapito non cambia, ma ricevi report su chi invia a nome del tuo dominio. Se dopo qualche settimana è tutto a posto, passi a quarantine e infine a reject. In questo modo costruisci la protezione passo dopo passo senza perdere posta vera.

Perché il mio programma non trova le impostazioni in automatico?

La configurazione automatica funziona solo se il client email riesce a trovare i dati giusti per il tuo dominio. Se non ci riesce, spesso dipende dal programma o dalla rete, non dal tuo account. In quel caso colleghi la casella semplicemente a mano con IMAP sulla porta 993 e SMTP sulla porta 465, entrambe con SSL.

Devo installare qualcosa per usare la mia posta?

No. Se vuoi iniziare subito senza configurare un programma, accedi a webmail.mailflux.eu. La tua webmail funziona nel browser su qualsiasi dispositivo, senza installazione. Puoi sempre collegare un client email più avanti, con le stesse impostazioni IMAP e SMTP che trovi in questa guida.

Calendario e contatti

Il mio collega può vedere il mio calendario condiviso anche sul telefono?

Sì. Appena condividi il calendario, il tuo collega può sincronizzarlo su un telefono o in un'app calendario tramite CalDAV. Così i vostri appuntamenti sono allineati ovunque e nessuno deve tenere aperta la webmail. Leggi come funziona in sincronizzare il calendario tramite CalDAV.

La condivisione del calendario è inclusa in ogni piano Mailflux?

No. Il calendario con condivisione e sincronizzazione è incluso nei piani Pro e Premium, insieme alla lista delle attività e a CardDAV/CalDAV. Il piano Base non ha queste funzioni. Se vuoi condividere lo stesso calendario con il tuo team, scegli Pro o Premium.

CalDAV funziona sia sul mio iPhone sia sul mio telefono Android?

Sì. CalDAV è uno standard aperto, quindi configuri lo stesso account su iPhone, iPad, Android e sul computer. Ogni modifica si aggiorna in automatico su tutti i tuoi dispositivi. Trovi più dettagli in cos'è CalDAV.

Posso sincronizzare con CalDAV anche un calendario condiviso?

Sì. Un calendario che un collega condivide con te lo aggiungi allo stesso modo tramite CalDAV. Così gli appuntamenti comuni sono anche sul tuo telefono e nella tua app di calendario. Scopri come funziona la condivisione in condividere il calendario con i colleghi.

I miei contatti restano sincronizzati se ne aggiungo uno sul telefono?

Sì. CardDAV sincronizza in entrambe le direzioni. Se aggiungi un contatto sul telefono o cambi un numero, la modifica compare da sola nella webmail e sugli altri dispositivi. Così lavori ovunque con gli stessi dati aggiornati.

Posso sincronizzare con CardDAV anche una rubrica condivisa?

Sì. Una rubrica che condividi con i colleghi tramite la gestione centrale dei contatti la aggiungi allo stesso modo tramite CardDAV. Così i contatti condivisi sono anche sul tuo telefono. Scopri come funziona la condivisione in condividere i contatti con i colleghi.

Tutto il mio team può aggiornare la stessa rubrica?

Sì. Se metti i tuoi contatti in una rubrica condivisa, i colleghi con cui la condividi lavorano con gli stessi dati. Se qualcuno cambia un numero o un indirizzo, è subito giusto per tutti. Così eviti elenchi sparsi e superati sul dispositivo di ciascuno.

I contatti condivisi sono anche sul mio telefono?

Sì. Una rubrica condivisa la sincronizzi sul telefono o nell'app dei contatti tramite CardDAV. Così hai i contatti del team sempre a portata di mano, anche fuori ufficio. Scopri come configurarlo in sincronizzare i contatti con CardDAV.

Posso usare la mia lista delle attività anche sul telefono?

Sì. La lista delle attività è nella webmail, che funziona direttamente nel browser del telefono o del tablet, senza installazioni. Accedi a webmail.mailflux.eu e vedi le stesse attività del computer. Così lavori ovunque con un'unica lista aggiornata.

La lista delle attività è inclusa in ogni piano Mailflux?

No. La lista delle attività fa parte dei piani Pro e Premium, insieme al calendario e a CardDAV/CalDAV. Il piano Base non ha queste funzioni. Se vuoi gestire le attività nella tua webmail, scegli una casella Pro o Premium.

Liberi professionisti e PMI

Come libero professionista mi serve un dominio mio per un indirizzo email aziendale?

Sì, un indirizzo come nome@latuaazienda.it richiede un dominio proprio. Se ne hai già uno lo porti con te, altrimenti Mailflux te ne registra e gestisce uno. Poi crei la tua casella.

Basta una casella se lavoro da solo?

Per la maggior parte dei lavoratori autonomi sì. Lavori da un unico indirizzo personale e usi i 20 alias gratuiti per far arrivare per esempio fatture@ o info@ nella stessa casella, senza pagare un account in più.

Quanto costa un indirizzo email aziendale per un lavoratore autonomo?

Il piano Base costa 4,99 € per casella al mese, con fatturazione annuale, dominio escluso. Se vuoi aggiungere un calendario e una lista delle attività sincronizzabili, Pro costa 6,99 €. Paghi solo per l'email, non per un'intera suite per l'ufficio.

Quando conviene sistemare l'indirizzo email se avvio un'attività?

Il prima possibile, idealmente prima di mettere l'indirizzo su sito, preventivi e biglietti da visita. Così costruisci tutto subito sull'indirizzo giusto e più avanti non devi correggere nulla né avvisare i clienti.

Posso partire in piccolo e ampliare più avanti?

Sì. Parti con una casella e 20 alias gratuiti, e più avanti aggiungi altre caselle quando inizi a collaborare con qualcuno. Scegli anche il piano per ogni casella, quindi paghi solo ciò che ti serve davvero adesso.

Quanto costa un indirizzo email per chi avvia un'attività?

Il piano Base costa 4,99 € per casella al mese, con fatturazione annuale, dominio escluso. Possono aggiungersi costi di attivazione o di migrazione. Paghi per l'email, non per una suite per l'ufficio completa.

Come configuro indirizzi condivisi come info@ e vendite@?

Per ogni indirizzo scegli tra un alias e una vera casella condivisa. Un alias inoltra la posta a una casella esistente; una casella condivisa permette a più colleghi di lavorare insieme nella stessa posta in arrivo. Entrambi funzionano sotto il dominio della tua azienda.

Posso gestire in modo centrale tutte le caselle della mia azienda?

Sì. Gestisci tutti gli indirizzi sotto il tuo dominio da un unico punto, e con la gestione degli account in blocco crei o modifichi più caselle in una volta sola. Così la gestione resta ordinata, anche quando arrivano o se ne vanno dei colleghi.

Tutti devono avere lo stesso piano?

No. Per ogni casella scegli tra Base (4,99 €), Pro (6,99 €) e Premium (9,99 €). Così dai un piano più completo a chi ha bisogno del calendario condiviso, mentre altri colleghi restano su un piano più leggero.

Come freelance mi serve un dominio mio per avere un'email professionale?

Sì, è il punto centrale. Un indirizzo sul tuo dominio, come nome@latuaazienda.it, appare più professionale di un indirizzo gratuito e resta tuo. Se non hai ancora un dominio, Mailflux te ne registra e gestisce uno.

Quanto costa l'email per un freelance con Mailflux?

Paghi per casella al mese, con fatturazione annuale: Base 4,99 €, Pro 6,99 € o Premium 9,99 €. Paghi solo per l'email, non per una suite per l'ufficio completa. Il dominio ed eventuali costi di attivazione si aggiungono a parte.

Posso ampliare più avanti se la mia attività cresce?

Sì. Se inizi da solo e più avanti assumi qualcuno, aggiungi semplicemente una casella sotto lo stesso dominio. Non devi trasferire o riconfigurare nulla; il tuo nuovo collega scrive subito dal vostro dominio.

Come creo gli indirizzi email per un intero team?

Con la gestione degli account in blocco crei in una volta sola più caselle sotto il tuo dominio, invece di configurare ogni casella separatamente. Poi le gestisci in modo centrale: aggiungi, modifichi o revochi indirizzi quando il team cambia.

Posso configurare indirizzi condivisi come info@?

Sì. Ogni casella include 20 alias gratuiti, ideali per indirizzi di funzione come info@, vendite@ e support@. Così più colleghi possono leggere un indirizzo condiviso e nulla resta in sospeso quando qualcuno è assente.

Cosa succede quando un collaboratore se ne va?

Disattivi la casella in modo ordinato o la reindirizzi temporaneamente, così i contatti in corso con i clienti non vanno persi. Poiché gli indirizzi di funzione non dipendono da una sola persona, info@ e support@ continuano a funzionare mentre organizzi il passaggio di consegne.

Perché le conferme d'ordine del mio negozio online finiscono nello spam?

Di solito perché il mittente non è autenticato correttamente. Senza SPF, DKIM e DMARC corretti, i server di posta del destinatario dubitano che il tuo messaggio sia autentico. Mailflux gestisce queste impostazioni e tiene d'occhio la reputazione IP, così le tue email transazionali arrivano in modo più affidabile.

Quali indirizzi email mi servono per un negozio online?

Sono utili ordini@ per gli ordini, support@ per le domande dei clienti e resi@ per resi e reclami. Con 20 alias gratuiti per casella configuri questi indirizzi senza costi extra, mentre tutto resta ordinato sotto il tuo dominio.

Mi servono conoscenze tecniche per configurarlo bene?

No. Mailflux gestisce SPF, DKIM e DMARC e tiene d'occhio la reputazione IP per te. Tu ti concentri sul tuo negozio e sui tuoi clienti; al recapito delle tue email pensiamo noi dietro le quinte.

Mailflux è adatto a report riservati e documenti dei clienti?

Mailflux offre un hosting europeo e conforme al GDPR, con filtri contro phishing e malware, backup automatici e autenticazione a due fattori (2FA) opzionale. È una base solida per comunicazioni riservate. Inoltre limita sempre ciò che condividi via email allo stretto necessario e, in caso di dubbio, consulta uno specialista.

Dove vengono conservate le mie email e quelle dei miei clienti?

In Europa. Mailflux offre un hosting conforme al GDPR, così i dati dei clienti sono soggetti alle regole europee e non finiscono senza motivo fuori dall'UE. Per i clienti corporate che chiedono come tratti i loro dati, è un punto di partenza chiaro e rassicurante.

La mia società di consulenza può crescere da una sola persona a un team?

Sì. Inizi con una casella e ne aggiungi altre in seguito sotto lo stesso dominio; per numeri più grandi c'è la gestione degli account in blocco. La tua immagine verso i clienti resta coerente, perché tutti scrivono dal vostro dominio.

Posso leggere la mia email aziendale sul telefono in cantiere?

Sì. Scrivi tramite la webmail nel browser su qualsiasi dispositivo, quindi anche sul telefono o sul tablet in cantiere, senza installare nulla. Accedi e leggi o invii subito i tuoi messaggi, ovunque tu sia.

Un indirizzo mio fa la differenza per i miei preventivi?

Sì. Un preventivo da tuonome@latuaazienda.it appare più serio e affidabile di uno da un indirizzo gratuito. Per i clienti privati che confrontano diversi artigiani, contribuisce all'impressione professionale che dai.

Mi servono conoscenze tecniche per iniziare?

No. Colleghi il tuo dominio o ne fai registrare e gestire uno da Mailflux, e poi la tua email funziona semplicemente nel browser. Se ti blocchi comunque, ti aiutiamo personalmente a partire, senza bisogno di una preparazione tecnica.

Perché un dominio proprio è importante per i coach?

Un indirizzo con il tuo dominio, come ciao@latuaazienda.it, si abbina al tuo marchio e al tuo sito web e risulta più personale e professionale di un indirizzo gratuito. Per coach e formatori, per i quali il contatto stesso è il servizio, rafforza la fiducia di clienti e corsisti.

Posso inviare newsletter ai miei corsisti?

Per qualche invio più ampio ogni tanto, aiuta il fatto che Mailflux gestisce SPF, DKIM e DMARC e tiene d'occhio la reputazione IP, così i tuoi messaggi arrivano in modo affidabile. Per invii più grandi vediamo volentieri insieme cosa fa al caso tuo; contattaci pure.

Mailflux mantiene in ordine i miei appuntamenti e le informazioni sui corsi?

Con Pro e Premium hai un calendario, una lista delle attività e una gestione centralizzata dei contatti. Così tieni in un unico posto appuntamenti con i clienti, date dei corsi e dati di contatto dei partecipanti, accanto alla tua email sotto lo stesso dominio.

Sanità

Come operatore sanitario posso inviare dati dei pazienti via email?

Solo in modo protetto e limitato allo stretto necessario. I dati sanitari godono di una protezione rafforzata nel GDPR. Assicurati che ci sia la crittografia e verifica che il destinatario possa ricevere i dati. In caso di dubbio consulta il tuo ordine professionale.

L'email con il tuo dominio è più sicura di un indirizzo gratuito?

Non conta il dominio in sé, ma ciò che c'è sotto. Con un hosting europeo e conforme al GDPR, connessioni crittografate e autenticazione a due fattori hai una base solida che i servizi gratuiti spesso non offrono in questo modo.

Mailflux funziona con il software che uso già?

Sì. Mailflux funziona con tutti i client email più diffusi e con la webmail nel browser, su ogni dispositivo. Non devi quindi stravolgere il tuo modo di lavorare.

Posso sistemare in una volta l'email per tutto lo studio?

Sì. Con la gestione degli account in blocco crei in una volta sola più caselle sul dominio del tuo studio, per esempio un indirizzo per collaboratore più indirizzi condivisi come accoglienza@. Così lo studio mantiene la gestione centralizzata e tutto resta sotto un unico dominio proprio.

Posso inviare radiografie e cartelle dei pazienti via email?

Solo in modo protetto e limitato allo stretto necessario. Radiografie e parti della cartella sono dati sanitari e quindi protetti in modo rafforzato dal GDPR. Assicurati che ci sia la crittografia e verifica che il destinatario, come un chirurgo maxillo-facciale o un laboratorio, possa ricevere i dati. In caso di dubbio consulta il tuo ordine professionale.

Posso sistemare l'email per tutto il mio studio dentistico in una volta sola?

Sì. Con la gestione degli account in blocco crei in una volta sola le caselle sul dominio del tuo studio: un indirizzo per ogni assistente e uno per l'igienista, più indirizzi condivisi come appuntamenti@. Così lo studio mantiene la gestione centralizzata e tutto resta sotto un unico dominio.

Mailflux aiuta contro le fatture false di presunti laboratori?

Il filtro contro spam, phishing e malware funziona con il machine learning e blocca molti messaggi falsi di questo tipo. Una garanzia totale non esiste, quindi resta attento alle fatture o alle richieste di pagamento inattese. Se hai dubbi su un messaggio, fai una telefonata al tuo laboratorio o fornitore.

Posso inviare i referti di trattamento al medico di base via email?

Solo in modo protetto e limitato allo stretto necessario. Un referto contiene dati sanitari ed è quindi protetto in modo rafforzato dal GDPR. Assicurati che ci sia la crittografia e verifica di scrivere all'indirizzo giusto del medico. In caso di dubbio chiedi al tuo ordine professionale quali canali sono indicati.

Si dice fisioterapista o kinesiterapista?

Vanno bene entrambi: nei Paesi Bassi la professione si chiama fysiotherapeut, in Belgio kinesist (kinesitherapeut). Le informazioni di questa pagina valgono per entrambi. Le regole sulla privacy per referti e invii sono in sostanza le stesse; l'autorità di controllo competente e l'associazione professionale cambiano da paese a paese.

Posso sistemare l'email per tutto il mio studio associato in una volta sola?

Sì. Con la gestione degli account in blocco crei in una volta sola le caselle sul dominio del tuo studio: un indirizzo per ogni terapista più indirizzi condivisi come appuntamenti@. Così lo studio mantiene la gestione centralizzata e tutto resta sotto un unico dominio riconoscibile.

Perché l'email non protetta è particolarmente rischiosa per un terapeuta?

Perché il contenuto è eccezionalmente delicato e rientra nel tuo segreto professionale. Anche solo il nome di un cliente nella tua casella rivela che quella persona è in cura da te. Un messaggio intercettato o inviato per errore può rompere la fiducia ed è subito una violazione dei dati ai sensi del GDPR.

Cosa conviene condividere via email e cosa no?

Tieni il più possibile i resoconti di contenuto dei colloqui fuori dall'email normale. Per conferme di appuntamento e messaggi pratici basta spesso una breve email senza dettagli sul trattamento. Non condividere più del necessario e, per i resoconti, segui i canali consigliati dal tuo ordine professionale. In caso di dubbio consulta uno specialista.

Posso usare in sicurezza calendario e casella sul telefono?

Sì. La webmail funziona nel browser su ogni dispositivo, senza installazione, e le connessioni sono crittografate tramite TLS. Attiva l'autenticazione a due fattori (2FA) e blocca il tuo dispositivo: così la tua casella resta protetta, anche in giro tra un appuntamento e l'altro.

Posso scambiare ricette e dati sui farmaci via email?

Solo in modo protetto e limitato allo stretto necessario. Ricette e dati sui farmaci sono dati sanitari e quindi godono di una protezione rafforzata nel GDPR. Assicurati che ci sia la crittografia e verifica che il medico, l'assicurazione o il paziente possano ricevere i dati. In caso di dubbio chiedi al tuo ordine professionale quali sono i canali indicati.

Come aiuta Mailflux con il volume elevato di posta di una farmacia?

Il filtro basato sul machine learning contro spam, phishing e malware tiene fuori dalla posta in arrivo molto rumore e molti messaggi falsi, il che fa la differenza con tanto traffico di routine. Con le etichette colorate e indirizzi condivisi come ordini@ mantieni la visione d'insieme, e la gestione degli account in blocco ti permette di gestire in modo centrale le caselle di tutto il team.

Posso sistemare in una volta l'email per tutto il team della farmacia?

Sì. Con la gestione degli account in blocco crei in una volta sola le caselle sul dominio della tua farmacia: un indirizzo per collaboratore più indirizzi condivisi come info@. Così la farmacia mantiene la gestione centralizzata e tutta la comunicazione resta sotto un unico dominio riconoscibile.

Legale e finanza

Come aiuta l'email contro la frode sulle fatture in un trasferimento di proprietà?

Un'autenticazione del mittente corretta (SPF, DKIM, DMARC) rende più difficile per i truffatori inviare messaggi che sembrano arrivare dal tuo studio, e il filtro blocca molto phishing. Verifica sempre gli IBAN modificati tramite un numero di telefono conosciuto prima che venga effettuato un bonifico.

Posso inviare atti e testamenti via email?

Solo in modo protetto e limitato allo stretto necessario. Questi documenti rientrano nel tuo segreto professionale e contengono dati personali protetti dal GDPR. Assicurati che ci sia la crittografia e verifica il destinatario. In caso di dubbio chiedi al tuo ordine professionale quali canali sono indicati per i documenti delicati.

Posso gestire in modo centrale l'email di tutto il mio studio notarile?

Sì. Con la gestione degli account in blocco crei in una volta sola le caselle sul dominio del tuo studio: un indirizzo per ogni notaio, impiegato e collaboratore più indirizzi condivisi come pratiche@. Così lo studio mantiene la gestione centralizzata e tutta la comunicazione parte da un unico dominio riconoscibile e autentico.

Istruzione

Una scuola può inviare dati degli alunni via email?

Solo in modo protetto e limitato allo stretto necessario. I dati degli alunni sono dati personali, e per i minori e le informazioni sanitarie il GDPR pone requisiti più severi. Assicurati che ci sia una protezione adeguata e verifica chi può ricevere i dati. In caso di dubbio consulta uno specialista.

Possiamo sistemare l'email per tutti gli insegnanti in una volta sola?

Sì. Con la gestione degli account in blocco crei in una volta sola più caselle sotto il dominio della scuola, per esempio un indirizzo per ogni collaboratore più indirizzi di funzione come segreteria@. Così mantieni la gestione centralizzata e tutto resta sotto un unico dominio.

Cosa succede a un indirizzo quando un insegnante se ne va?

Revochi l'accesso di chi se ne va ed eventualmente trasferisci un indirizzo di funzione a chi subentra. La corrispondenza della scuola viene conservata, e l'ex collaboratore non vi ha più accesso. Così la continuità è garantita.

Posso creare più caselle in un colpo solo?

Sì. Con la gestione degli account in blocco prepari in un colpo solo più indirizzi sul tuo dominio, per esempio all'inizio dell'anno scolastico o all'arrivo di un nuovo gruppo di collaboratori. Non devi crearli a mano uno per uno.

Come gestisco l'ingresso e l'uscita del personale?

Da un'unica panoramica centrale crei un indirizzo per un nuovo collaboratore e revochi l'accesso quando qualcuno se ne va. Gli indirizzi di funzione li trasferisci a chi subentra, così la corrispondenza dell'organizzazione viene conservata e nessuno mantiene un accesso inutile.

Quanto costa per casella?

Paghi un prezzo fisso per casella al mese: Base 4,99 €, Pro 6,99 € o Premium 9,99 €, con fatturazione annuale e dominio escluso. Poiché hai un'unica panoramica centrale di tutti gli indirizzi attivi, i tuoi costi restano prevedibili e facili da controllare.

Associazioni

Come creo un indirizzo email per un'associazione?

Registri o usi un dominio proprio per l'associazione e sotto quel dominio crei indirizzi di ruolo, come direttivo@ e tesoriere@. Così l'email appartiene all'associazione e non alla casella privata di un membro del direttivo.

Cosa succede all'email quando cambia il direttivo?

Poiché gli indirizzi appartengono alla funzione e non alla persona, passano al nuovo membro del direttivo, compresa la corrispondenza precedente. Chi se ne va perde l'accesso e la storia dell'associazione viene conservata.

Basta una casella per una piccola vzw?

Spesso sì. Parti con una o due caselle e usi i 20 alias gratuiti per casella per far arrivare i tuoi indirizzi di ruolo alla persona giusta. Così resta economico anche con pochi indirizzi.

Qual è la differenza tra un indirizzo di funzione e un indirizzo personale?

Un indirizzo di funzione appartiene a un ruolo, come direttivo@, e, quando cambia la persona, passa a chi subentra. Un indirizzo personale appartiene a una sola persona e sparisce o resta a quella persona quando se ne va, insieme alla posta.

Come condivido un indirizzo di funzione senza condividere la password?

Con una casella condivisa. Ogni membro del direttivo vi riceve un accesso proprio con le proprie credenziali, così più persone lavorano nella stessa casella senza un'unica password comune. L'accesso lo concedi e lo togli persona per persona.

Come evito che un membro uscente del direttivo “prenda in ostaggio” la casella?

Facendo sì che la proprietaria del dominio e delle caselle sia l'organizzazione, non un individuo. A chi se ne va togli semplicemente l'accesso; non c'è una password condivisa che qualcuno possa trattenere, e lo storico resta nella casella.

Cosa succede all'email quando cambia il direttivo?

Poiché gli indirizzi appartengono alla funzione e non alla persona, passano al nuovo membro del direttivo, compresa la corrispondenza precedente. Dai l'accesso a chi subentra e lo revochi a chi se ne va. Così la storia dell'organizzazione viene conservata.

Dobbiamo condividere la password della casella?

No, ed è proprio questo lo scopo. Ogni membro del direttivo ha un proprio accesso agli indirizzi di funzione legati al suo ruolo. Così sai sempre chi ha accesso e puoi revocarlo in modo ordinato quando qualcuno se ne va, senza che una sola password debole apra tutto.

I dati dei soci rientrano nel GDPR?

Sì. Nomi, indirizzi e recapiti dei tuoi soci sono dati personali e devi proteggerli in modo adeguato. Non conservarli in una casella privata e limita l'accesso a chi ne ha bisogno. In caso di dubbio sui tuoi obblighi consulta uno specialista.

Come creo un unico indirizzo email per il direttivo della nostra VvE?

Usi un dominio proprio per la VvE e sotto quel dominio crei un indirizzo di funzione, come direttivo@latuaazienda.it. Così l'email appartiene alla VvE e non alla casella privata di un membro del direttivo, e tutta la comunicazione arriva sempre in un unico posto fisso.

Cosa succede alla posta quando il direttivo cambia all'assemblea annuale?

Poiché l'indirizzo appartiene alla VvE, trasferisci solo l'accesso al nuovo direttivo. La casella resta dov'è, con tutti i verbali, i preventivi e la corrispondenza precedente. I membri uscenti del direttivo perdono il loro accesso.

Il tesoriere e un amministratore possono accedere insieme alla stessa posta?

Sì. Con una casella condivisa (shared mailbox) più persone lavorano nella stessa posta in arrivo senza usare lo stesso account o la stessa password. Ognuno ha un proprio accesso, che al momento di un cambio puoi modificare o revocare separatamente.

Per chi è Mailflux

A chi è destinata l'email professionale con un dominio personalizzato?

A chiunque si presenti all'esterno con il proprio nome o la propria organizzazione: liberi professionisti, nuove attività, piccole imprese, team, associazioni, scuole e professioni soggette al segreto professionale. Un indirizzo sul tuo dominio ti rende riconoscibile e mantiene i tuoi dati sotto le regole europee.

Rientro in più categorie, quale pagina scelgo?

Scegli la pagina più vicina al tuo lavoro quotidiano; l'impostazione adatta lì di solito funziona anche per il resto. Se hai dubbi, inizia semplicemente con una richiesta e vediamo insieme quale impostazione si adatta meglio.

Il prezzo cambia in base al tipo di cliente?

No. Tutti scelgono tra gli stessi piani: Base (4,99 €), Pro (6,99 €) e Premium (9,99 €) per casella al mese, con fatturazione annuale. Ciò che cambia è quante caselle e quale impostazione richiede la tua situazione, non il prezzo in sé.

Email nello spam

Perché le mie email finiscono nello spam anche se faccio tutto bene?

Di solito dipende dalla tecnica dietro le quinte, non dal tuo testo. SPF, DKIM e DMARC mancanti o errati, oppure un server di invio con una reputazione IP debole, danno al destinatario troppa poca fiducia. Se sistemi questi segnali, di norma il problema si risolve.

Posso vedere da solo perché la mia email finisce nello spam?

In parte. Puoi verificare se SPF, DKIM e DMARC sono configurati per il tuo dominio e se il tuo IP non è in una blacklist. Le cause più profonde, come la reputazione e l'allineamento, richiedono più competenza. Un provider che se ne occupa ti toglie questo lavoro di indagine.

Un indirizzo email sul mio dominio aiuta contro lo spam?

Sì, indirettamente. Un dominio personalizzato con un'autenticazione corretta sembra più affidabile di un indirizzo gratuito, e mantieni tu il controllo su SPF, DKIM e DMARC. Così costruisci una reputazione tua e pulita invece di condividerla con mittenti sconosciuti.

Perché la mia email non arriva senza alcun messaggio di errore?

Succede quando il server di destinazione rifiuta o filtra il tuo messaggio senza avvisare, per esempio per un'autenticazione mancante o una cattiva reputazione IP. In quel caso non torna nessun bounce. Controlla SPF, DKIM e DMARC e chiedi al destinatario se il messaggio è comunque nella sua cartella dello spam.

Che differenza c'è tra non arrivare e finire nello spam?

Quando non arriva, il tuo messaggio non raggiunge affatto la casella del destinatario: viene rifiutato o sparisce. Con lo spam invece arriva, ma nella cartella della posta indesiderata. Le cause si sovrappongono, ma la mancata consegna indica più spesso un errore nel DNS o nell'indirizzo.

Come capisco se il problema è da parte mia o del destinatario?

Fai una prova inviando lo stesso messaggio a un indirizzo di un altro provider. Se lì arriva, il problema sta spesso nel destinatario specifico (casella piena, filtro severo). Se non arriva da nessuna parte, la causa è probabilmente il tuo dominio o il tuo server.

Dipende dal mio testo se la mia posta finisce nello spam?

Di solito no. Il contenuto ha un ruolo, ma pesano di più l'autenticazione (SPF, DKIM, DMARC) e la reputazione del server di invio. Se queste non sono a posto, anche un'email impeccabile finisce nello spam. Se ripristini questi segnali, di norma il problema si risolve da sé.

Posso risolverlo da solo o mi serve un provider?

SPF, DKIM e DMARC puoi impostarli da solo se hai accesso al tuo DNS. La reputazione IP del server di invio invece non è nelle tue mani. Dipende dal tuo fornitore di hosting. Se scegli un hosting email gestito, quella parte viene gestita per te.

Cosa significa esattamente recapito email?

Il recapito è la probabilità che il tuo messaggio arrivi davvero nella posta in arrivo invece che nello spam o da nessuna parte. Dipende soprattutto dall'autenticazione (SPF, DKIM, DMARC) e dalla reputazione del server di invio, non tanto dal contenuto del tuo testo.

Perché la mia email in regola finisce comunque nello spam?

Di solito per la tecnica dietro le quinte. Un'autenticazione mancante o sbagliata, o un server di invio con una reputazione IP debole, danno al destinatario troppo poca fiducia. Se sistemi quei segnali, di norma la tua posta arriva senza problemi.

Posso migliorare il recapito da solo?

In parte. Scrivi email personali e invii solo a chi se le aspetta. Ma autenticazione e reputazione IP spettano al tuo provider. Se se ne occupa bene, ti toglie la parte più difficile.

Cos'è la reputazione IP nell'email?

È la reputazione dell'indirizzo IP da cui invii, costruita in base a come quell'indirizzo si è comportato in passato. I server destinatari usano questa reputazione per decidere se il tuo messaggio arriva nella posta in arrivo, finisce nello spam o viene rifiutato.

Perché l'hosting economico blocca la mia posta?

Con un hosting economico e condiviso dividi un indirizzo IP con molti altri clienti. Se uno di loro si comporta da spammer, l'intero indirizzo si fa una cattiva fama e tu la erediti. La tua posta viene allora bloccata o trattata come spam, senza colpa tua.

Come faccio a sapere se il mio IP è in una blacklist?

Esistono servizi di controllo gratuiti in cui puoi cercare un indirizzo IP nelle blacklist note. Se ci sei, sull'hosting condiviso spesso è difficile risolverlo da solo. Un provider che gestisce i server di invio tiene d'occhio la cosa per te.

Perché la mia newsletter finisce nello spam e la posta normale no?

Gli invii di massa vengono giudicati in modo più severo dei messaggi da persona a persona. In un invio grande i filtri guardano con più attenzione ad autenticazione, qualità della lista e coinvolgimento. Se mancano SPF, DKIM e DMARC corretti, o se nella lista ci sono indirizzi non richiesti, l'invio finisce nello spam più in fretta di una singola email.

Un link di disiscrizione aiuta davvero contro lo spam?

Sì. Un link di disiscrizione chiaro e funzionante fa sì che chi non vuole più ricevere i tuoi messaggi si disiscriva invece di cliccare su “questo è spam”. Quelle segnalazioni di spam danneggiano molto la tua reputazione. Rendere facile la disiscrizione non è quindi solo una cortesia, ma protegge anche la deliverability dei tuoi prossimi invii.

Anche come piccolo mittente devo occuparmi dell'autenticazione?

Sì. Dal 2024 i requisiti sull'autenticazione pesano di più presso i grandi provider di posta, anche per i mittenti più piccoli che inviano email di massa. SPF, DKIM e DMARC corretti sono la base per sembrare affidabile. Senza questa base il tuo invio inciampa ancora prima che qualcuno ne guardi il contenuto.

Autenticazione email (SPF, DKIM, DMARC)

SPF basta per evitare lo spoofing?

No. SPF controlla quali server possono inviare a nome tuo, ma non se il contenuto è stato modificato lungo il percorso, e non collega il controllo al mittente visibile. Per una protezione vera combini SPF con DKIM e DMARC. Insieme, questi tre chiudono la porta agli abusi.

Quanti record SPF posso avere?

Uno per dominio. Più record SPF separati causano errori e rompono il controllo. Se invii tramite più fonti, le metti tutte nello stesso unico record, con rimandi (include) a ogni provider. Resta comunque sotto il limite di dieci ricerche DNS.

Cosa significa `-all` alla fine di un record SPF?

-all significa: tutti i server che non sono nel record non possono inviare a nome tuo; il destinatario può rifiutare questa posta. ~all è più morbido e segnala quella posta solo come sospetta. -all è l'obiettivo non appena sei sicuro che ogni fonte legittima sia inclusa.

Qual è la differenza tra SPF e DKIM?

SPF controlla quali server possono inviare a nome del tuo dominio; DKIM dimostra con una firma digitale che un messaggio arriva davvero da te e non è stato modificato lungo il percorso. Si completano a vicenda: SPF guarda il mittente, DKIM il contenuto. Per una protezione completa li usi entrambi, insieme a DMARC.

Cos'è un selettore DKIM?

Un selettore è un'etichetta che indica quale chiave pubblica appartiene a una firma, per esempio selector1. Così puoi usare più chiavi in parallelo e ruotarle in sicurezza. Il selettore nella tua firma in uscita deve coincidere esattamente con il record DNS corrispondente, altrimenti la verifica fallisce.

Devo sostituire la mia chiave DKIM?

È buona norma ruotare la chiave ogni tanto, e di sicuro se sospetti che la chiave segreta sia trapelata. Oggi si consiglia una chiave robusta (2048 bit). Con un servizio email gestito la rotazione avviene di solito in automatico, senza che tu debba fare nulla.

Qual è la differenza tra DMARC, SPF e DKIM?

SPF stabilisce quali server possono inviare a nome tuo, DKIM firma il messaggio così una manipolazione salta all'occhio, e DMARC unisce i due: collega il controllo al mittente visibile e stabilisce cosa succede quando un controllo fallisce. DMARC aggiunge anche i report su chi invia posta a nome tuo.

Cosa significano `p=none`, `quarantine` e `reject`?

È la tua policy DMARC. none non cambia nulla nella consegna e ti permette solo di osservare tramite i report. quarantine manda nello spam la posta che non supera il controllo. reject la rifiuta del tutto. Passi gradualmente da none a reject quando sei sicuro che la posta legittima non vada persa.

Cosa faccio con i report DMARC?

I report mostrano quali server inviano posta a nome del tuo dominio, compreso l'uso non autorizzato. Li usi per verificare che tutte le tue fonti legittime superino SPF e DKIM e per scovare gli abusi. Solo quando tutto torna, rendi la tua policy più severa passo dopo passo.

In che ordine configuro SPF, DKIM e DMARC?

Sempre prima SPF, poi DKIM, poi DMARC. SPF e DKIM sono i mattoni; DMARC si appoggia su di essi e stabilisce cosa succede se un controllo fallisce. Se configuri DMARC prima che gli altri due siano corretti, rischi che la tua stessa posta legittima venga rifiutata.

Come impediscono lo spoofing SPF, DKIM e DMARC?

Insieme costringono un falsificatore a superare tre ostacoli contemporaneamente: inviare da un server autorizzato (SPF), apporre una firma valida (DKIM) e corrispondere al mittente visibile (allineamento DMARC). Un truffatore senza accesso al tuo dominio e alle tue chiavi non ci riesce, quindi la sua posta viene bloccata.

Quanto ci vuole perché le impostazioni funzionino?

I record DNS si pubblicano in fretta, ma le modifiche possono impiegare fino a un giorno per propagarsi a causa della cache. DMARC poi richiede pazienza: lasci la policy prima per alcune settimane su none per raccogliere i report, prima di passare a quarantine e reject.

L'autenticazione email è davvero obbligatoria per legge?

Non per legge, ma in pratica sì. Dal 2024 i grandi provider di posta esigono che i mittenti si autentichino con SPF, DKIM e DMARC. Se non rispetti questi requisiti, la tua email viene rifiutata o trattata come spam. L'effetto è quindi lo stesso di un obbligo.

Devo farlo anche se invio poche email?

Sì. Per gli invii di grandi volumi valgono regole più severe, ma i segnali di base vengono controllati per tutti. Anche una manciata di email aziendali al giorno arriva meglio con SPF, DKIM e DMARC corretti. Si configura una volta sola e poi sei tranquillo.

Posso configurare io il reverse DNS?

Di solito non dalla normale gestione DNS. Un record PTR appartiene all'indirizzo IP ed è gestito da chi possiede il server. Con un hosting tuo lo chiedi al tuo provider di hosting; con l'email in hosting se ne occupa il provider per te.

Qual è la differenza tra un record PTR e un record MX?

Un record MX dice al mondo a quale server deve andare la posta per il tuo dominio. Un record PTR fa il contrario: ricollega l'indirizzo IP del server mittente a un nome, così il destinatario può verificare il mittente. Servono entrambi per una consegna affidabile.

La mia posta finisce nello spam per colpa del reverse DNS?

Può influire. Se manca un record PTR in ordine o se è generico, i destinatari più severi rifiutano la tua posta o la mettono nello spam. Raramente è l'unica causa, ma è un requisito di base spesso dimenticato sugli hosting economici.

Sicurezza e protezione

Qual è il segnale più rapido che un'email è phishing?

Controlla l'indirizzo completo del mittente, non solo il nome visualizzato. Se il dominio non torna o è scritto in modo leggermente sbagliato, è un segnale forte. Se si aggiungono urgenza e un link sospetto, la probabilità di phishing è alta.

Cosa devo fare se ho cliccato su un link di phishing?

Mantieni la calma e agisci in fretta. Cambia subito la password dell'account interessato, attiva l'autenticazione a due fattori e segnalalo al tuo provider o al responsabile IT. Se hai aperto un allegato, fai controllare il dispositivo per i malware e tieni d'occhio i tuoi conti.

Un filtro antispam può bloccare del tutto il phishing?

Un buon filtro blocca molto phishing, ma nessun filtro è efficace al cento per cento. Gli aggressori adattano di continuo i loro trucchi. Per questo la combinazione di un filtro robusto e di utenti attenti resta la più sicura: la tecnica ferma la massa, tu fermi l'eccezione.

DKIM e DMARC aiutano davvero contro lo spoofing?

Sì, ma insieme. DKIM firma la tua posta così una falsificazione salta all'occhio, e DMARC impone che l'indirizzo del mittente visibile corrisponda a ciò che SPF e DKIM dimostrano. Senza DMARC l'indirizzo “da” resta facile da falsificare; con una policy DMARC severa lo spoofing del tuo dominio viene rifiutato.

Posso fermare del tutto lo spoofing?

Con SPF, DKIM e una policy DMARC severa rendi molto più difficile l'abuso del tuo dominio. Escluderlo del tutto non è possibile: gli aggressori ripiegano su domini simili che non sono tuoi. Per questo l'attenzione, tua e dei tuoi destinatari, resta un complemento indispensabile alla tecnica.

Qualcuno invia email a mio nome: cosa faccio?

Controlla prima che SPF, DKIM e DMARC siano configurati correttamente e, se serve, rendi DMARC più severo. Avvisa i contatti coinvolti che circola posta falsa. Se ti accorgi che si tratta di un dominio simile invece del tuo indirizzo, allora è un'imitazione e serve soprattutto la consapevolezza.

Posso prendere un virus aprendo un'email?

Leggere soltanto un messaggio di solito è sicuro. Il rischio sta in ciò che fai dopo: aprire un allegato, cliccare su un link o “abilitare le macro”. Finché non tocchi allegati e link sospetti non succede nulla, anche se l'email si trova nella tua posta in arrivo.

Quali allegati sono i più pericolosi?

I file eseguibili e gli script sono i più rischiosi, ma anche i normali documenti con macro e i file zip che nascondono file di questo tipo. Fai particolare attenzione a fatture, avvisi di spedizione e candidature inattese, perché sono le confezioni classiche del malware.

Cosa faccio se ho aperto un allegato infetto?

Scollega il dispositivo da internet e dalla rete, fallo controllare con un software di sicurezza aggiornato e cambia le password da un dispositivo pulito. Segnalalo al tuo provider o al responsabile IT e, se necessario, ripristina da un backup recente. Più in fretta reagisci, più limitati sono i danni.

Perché una password robusta da sola non basta?

Le password escono nelle violazioni dei dati, vengono riutilizzate o rubate con il phishing. Appena una finisce in giro, il tuo account è aperto. L'autenticazione a due fattori aggiunge una seconda prova (un codice che hai), così una password rubata da sola non basta più per entrare.

Quale forma di 2FA è la più sicura?

Un codice da un'app di autenticazione è di solito più sicuro di un codice via SMS, perché un SMS può essere intercettato o deviato. Ancora più robuste sono le chiavi di sicurezza fisiche. Per la maggior parte degli utenti un'app di autenticazione è il miglior equilibrio tra sicurezza e comodità.

E se perdo il telefono con l'app 2FA?

Per questo esistono i codici di recupero che hai ricevuto durante la configurazione: conservali in un posto sicuro e separato. Se perdi sia il telefono sia i codici, segui la procedura di recupero del tuo provider. Poi riattiva subito la 2FA sul nuovo dispositivo.

Il forced TLS è la stessa cosa della crittografia end-to-end?

No. Il forced TLS crittografa la connessione su cui viaggia la tua posta, così nessuno può leggere lungo il percorso. La crittografia end-to-end crittografa il contenuto stesso, così solo il destinatario finale può leggerlo, anche sul server. TLS è sicurezza del trasporto; per i contenuti più sensibili serve un livello in più.

L'email con forced TLS è abbastanza sicura per i dati personali?

Per i dati personali di base, una connessione crittografata è un'importante misura di base. Il GDPR richiede una sicurezza adeguata, e questa dipende dalla sensibilità dei dati. Per le categorie particolari, come i dati sanitari, può servire di più. In caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Devo impostare io il forced TLS?

Di solito no, come utente. TLS e la sua imposizione fanno parte di un ambiente di posta configurato bene e sono gestiti dal tuo provider. In pratica te ne accorgi poco, se non per il fatto che i tuoi messaggi vengono inviati e ricevuti solo tramite connessioni protette.

Backup e archivio

Una cartella di archivio è la stessa cosa di un backup?

No. Una cartella di archivio si trova nella stessa casella, nello stesso posto. Se qualcosa va storto con l'account, la cartella di archivio sparisce insieme al resto. Un vero backup è una copia separata in un luogo distinto e sicuro, così puoi ripristinare i tuoi messaggi se l'originale viene meno.

Un backup protegge dal ransomware?

In gran parte sì. Se il ransomware crittografa i tuoi file di posta, puoi ripiegare su una copia pulita di prima dell'attacco, purché quel backup sia conservato separatamente. Per questo è importante che un backup non si trovi sullo stesso sistema che il malware può colpire.

Posso ancora recuperare le email cancellate?

Dipende da cosa è disponibile. Se esiste un backup recente, di solito puoi ripristinare i messaggi persi. Con Mailflux il backup automatico è incluso in ogni piano; se vuoi far ripristinare qualcosa, contattaci e vediamo insieme cosa è possibile.

GDPR

La mia email attuale è a prova di GDPR?

Dipende soprattutto da dove è ospitata e da come la usi. Se la tua posta è presso un servizio gratuito che analizza i contenuti, o presso un fornitore fuori dall'Europa, è più difficile da giustificare. L'hosting europeo è una base più sicura.

Un provider email mi rende automaticamente conforme al GDPR?

No. Un fornitore può gestire bene la tecnica e l'ubicazione dei dati, ma il tuo modo di lavorare, i tuoi accordi e la tua diligenza continuano a contare. Consideralo una responsabilità condivisa, non qualcosa che deleghi completamente.

Posso inviare dati dei clienti via email?

Spesso sì, a patto di farlo con cura e in modo protetto. Per i dati personali sensibili o di categorie particolari valgono requisiti più severi. Leggi posso inviare dati personali via email (GDPR) e in caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Posso inviare senza problemi nome e indirizzo di un cliente via email?

Di solito sì, purché tu lo faccia in modo protetto e non invii più dati del necessario. Usa un provider con connessioni crittografate e proteggi la tua casella. Per i dati sensibili valgono requisiti più severi.

L'email è abbastanza sicura per i dati personali?

Un'email normale non è sicura di per sé, ma con connessioni crittografate (forced TLS) e una casella ben protetta si può usare tranquillamente per molti dati personali comuni. Per le categorie particolari di dati spesso serve una protezione in più.

E se invio per sbaglio un'email all'indirizzo sbagliato?

Un'email con dati personali inviata all'indirizzo sbagliato può essere una violazione dei dati. Controlla sempre il destinatario prima di inviare e verifica quali sono i tuoi obblighi presso l'autorità per la protezione dei dati. In caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

L'email è abbastanza sicura per i dati sensibili?

Una normale email non è automaticamente adatta alle categorie particolari di dati personali, come i dati sanitari; per questi valgono requisiti più severi. Con connessioni crittografate, 2FA e hosting europeo poni una buona base, ma la valutazione resta caso per caso. In caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Qual è il passo più importante per un'email più sicura?

Attivare l'autenticazione a due fattori e usare una password unica e robusta. La maggior parte degli account viene violata tramite password rubate o riutilizzate, quindi questa sola abitudine offre in proporzione la protezione maggiore. Vedi proteggere l'email con la 2FA.

La crittografia protegge completamente la mia email?

Le connessioni crittografate proteggono i messaggi lungo il percorso tra server e dispositivo, ed è un livello importante. Una protezione totale non esiste: contano anche il destinatario, la tua password e la tua attenzione. Vedi forced TLS e connessioni crittografate.

Come riconosco un'email di phishing?

Fai attenzione a un'urgenza inattesa, a mittenti che non tornano del tutto e a link che puntano a un indirizzo strano quando ci passi sopra con il mouse. Se ti viene chiesto di accedere o di pagare tramite un link, stai ancora più attento. Se hai dubbi, verifica tramite un altro canale.

Il GDPR vale anche per la mia ditta individuale o associazione?

Sì. Il GDPR vale per chiunque tratti dati personali, indipendentemente dalle dimensioni. Per una piccola impresa o un'associazione l'onere pratico di solito è limitato, ma le regole di base su cura e sicurezza valgono senza eccezioni. In caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Come piccola impresa posso inviare dati dei clienti via email?

Spesso sì, purché tu lo faccia con cura e in modo sicuro. Per i dati personali delicati o appartenenti a categorie particolari valgono requisiti più severi e una normale email non è affatto sempre adatta. Valuta messaggio per messaggio cosa invii e attraverso quale canale.

Mi serve un atto di nomina a responsabile del trattamento per la mia email?

Dipende dalla tua situazione. Se un soggetto esterno tratta dati personali per tuo conto, il GDPR può richiedere un atto di nomina a responsabile del trattamento (DPA). Cosa serve esattamente varia da caso a caso; in caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Per il GDPR devo conservare tutte le email o, al contrario, cancellarle?

Il GDPR chiede di non conservare i dati personali più a lungo del necessario per lo scopo per cui li hai raccolti. La legge non fissa termini precisi per l'email; dipende dalla tua situazione e da eventuali regole di settore. Elimina ciò che non ti serve più e in caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Mi serve sempre una nomina a responsabile del trattamento per la mia email?

Non sempre. Dipende dai ruoli e da cosa viene trattato esattamente. Se un soggetto esterno tratta dati personali per tuo conto, il GDPR può richiedere un accordo. Cosa valga nel tuo caso è una valutazione caso per caso; in caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Cosa deve contenere una nomina a responsabile del trattamento?

Il GDPR (articolo 28) indica tra l'altro l'oggetto e lo scopo del trattamento, i tipi di dati, le misure di sicurezza, la riservatezza, gli accordi sui sub-responsabili e cosa succede alla fine della collaborazione. Il contenuto preciso dipende dalla tua situazione.

Mailflux offre una nomina a responsabile del trattamento?

Per questo contatta Mailflux e vediamo insieme cosa è possibile per la tua situazione. La base, un hosting europeo conforme al GDPR con connessioni crittografate, c'è in ogni caso. Cosa serva in più è una valutazione caso per caso; in caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Qual è la differenza tra un responsabile del trattamento e un titolare del trattamento?

Il titolare del trattamento decide perché e come vengono trattati i dati personali; sei tu, per i tuoi clienti o soci. Un responsabile del trattamento tratta quei dati per tuo conto, secondo le tue istruzioni. Dai ruoli dipende se il GDPR richiede degli accordi, e quali.

Privacy e lettura delle email

Con un servizio gratuito la mia email viene sempre scansionata per la pubblicità?

Non sempre, ma con i servizi basati sulla pubblicità è concreta la possibilità che i tuoi contenuti vengano elaborati per profili o pubblicità. Leggi le condizioni, oppure scegli un fornitore che paghi per il servizio in sé, non con la tua attenzione.

Un filtro antispam significa che qualcuno legge la mia email?

No. Un filtro antispam è un software automatico che controlla i messaggi alla ricerca di pericoli e blocca la posta sospetta. Non c'è una persona che legge la tua corrispondenza, e lo scopo è la sicurezza, non la costruzione di un profilo.

Come faccio a sapere se qualcuno legge la mia email?

Guarda il modello di business e la posizione dei dati. Un servizio gratuito con pubblicità spesso guadagna con i tuoi dati; un servizio a pagamento con hosting europeo si regge sul tuo abbonamento. L'informativa sulla privacy dice se i contenuti vengono usati per la pubblicità. Vedi anche dove si trovano le mie email.

Un membro del direttivo che se ne va può prendere in ostaggio il nostro indirizzo email?

Solo se l'indirizzo è su un account privato o su un dominio intestato a una persona. Se l'indirizzo è sul dominio proprio dell'organizzazione, è l'organizzazione a gestire l'accesso: crei una nuova password o trasferisci la casella, e l'indirizzo resta vostro.

Sono proprietario di un indirizzo email gratuito?

Non davvero. Con un servizio gratuito l'indirizzo è legato alle condizioni di quel servizio. Se l'account viene bloccato o il servizio chiude, perdi l'indirizzo. Solo un indirizzo sul tuo dominio ti dà un vero potere decisionale.

Il mio indirizzo email resta mio se cambio fornitore?

Sì, se è sul tuo dominio. Trasferisci le caselle al nuovo fornitore e punti il tuo dominio verso di esso; l'indirizzo stesso non cambia. Vedi mantenere il tuo indirizzo email con un dominio proprio.

A chi intestiamo il dominio della nostra associazione?

All'associazione o all'organizzazione stessa, mai al nome privato di un membro del direttivo. Così il potere decisionale resta all'organizzazione, anche se qualcuno se ne va. Stabilisci inoltre chi gestisce il dominio e chi può trasferire l'accesso a un cambio di direttivo.

Cosa succede se il mio dominio scade?

Il tuo indirizzo email smette di funzionare e, dopo un periodo di tolleranza, qualcun altro può registrare il dominio. Evitalo rinnovando il dominio in tempo, attivando il rinnovo automatico e annotando la data di scadenza. Tieni aggiornati anche i tuoi recapiti presso il registrar.

Posso portare il mio indirizzo email da un altro fornitore?

Sì, se è sul tuo dominio. Trasferisci le caselle al nuovo fornitore e punti il dominio verso di lui; l'indirizzo resta lo stesso. Solo con un indirizzo gratuito o un indirizzo legato al provider non è possibile.

Perdo le mie vecchie email se cambio fornitore?

No, se le porti con te. In un passaggio di solito trasferisci anche i messaggi, e un backup ti protegge dalle perdite. Il dominio determina il tuo indirizzo; la casella contiene i tuoi messaggi. Vedi passare dal tuo attuale provider di hosting.

La mia email presso un normale fornitore è crittografata?

Presso i fornitori seri il tuo messaggio viaggia di solito tramite una connessione crittografata (TLS), quindi è protetto lungo il percorso. Si tratta di crittografia del trasporto, non end-to-end. Sui server e presso il destinatario il messaggio è in linea di principio leggibile per i sistemi coinvolti.

Qual è la differenza tra TLS e crittografia end-to-end?

TLS protegge il messaggio lungo il percorso tra server e dispositivi; sui server è leggibile. L'end-to-end crittografa il messaggio dal mittente al destinatario, così nemmeno i server intermedi possono leggerlo. L'end-to-end offre di più, ma richiede la collaborazione di entrambe le parti.

Mi serve la crittografia end-to-end?

Per la corrispondenza normale di solito no: la crittografia del trasporto con un fornitore europeo affidabile è una base solida. Per contenuti molto sensibili un livello in più può essere sensato. Se hai dubbi, contattaci così fai una scelta adeguata.

Hosting europeo

Come faccio a sapere con certezza dove viene archiviata la mia email?

Controlla l'informativa sulla privacy o le condizioni del tuo fornitore, cerca un impegno chiaro sull'hosting europeo e chiedi se resta poco chiaro. Un fornitore trasparente ti dà una risposta chiara.

Conta davvero che la mia email si trovi in Europa?

Sì. La posizione determina quale legislazione sulla privacy si applica. Se la tua email si trova in Europa, è soggetta al GDPR. Soprattutto se lavori con dati personali o informazioni riservate, è una differenza importante.

Posso trasferire la mia email a un fornitore europeo?

Sì. Poiché usi l'email sul tuo dominio, porti con te il tuo indirizzo e trasferisci la tua casella a un fornitore che ospita i dati in Europa. Il tuo indirizzo resta lo stesso; cambia solo il luogo in cui si trovano i tuoi dati.

La mia email si trova nell'UE se la webmail è in italiano?

Non necessariamente. La lingua dell'interfaccia non dice nulla su dove si trovano i server. Un servizio può essere in italiano e ospitare comunque i dati fuori dall'Europa. Guarda quindi la posizione dei dati, non la lingua dello schermo.

L'hosting email americano è per definizione insicuro?

No, insicuro non è la parola giusta. Il punto è la giurisdizione: i dati presso un fornitore soggetto al diritto americano possono rientrare in leggi come il CLOUD Act. Per i dati sensibili questo pesa. In caso di dubbio rivolgiti a uno specialista.

Aiuta se i server di un fornitore americano sono in Europa?

In parte. L'ubicazione dei dati in Europa conta, ma se il fornitore è soggetto al diritto americano, quella legislazione può comunque avere un ruolo. Un fornitore interamente soggetto al diritto europeo rende il quadro più semplice.

Come scopro dove si trova adesso la mia email?

Guarda le condizioni o l'informativa sulla privacy del tuo provider attuale, oppure chiedilo semplicemente. Se non ricevi una risposta chiara sull'ubicazione dei dati e sulla giurisdizione, questo è già di per sé un segnale. In dove si trova la mia email leggi come scoprirlo passo dopo passo.

Il CLOUD Act riguarda anche me come utente europeo?

Indirettamente può succedere. Se usi un fornitore soggetto al diritto americano, il CLOUD Act può avere un ruolo nelle richieste delle autorità statunitensi, anche se i tuoi dati sono in Europa. Con un fornitore interamente soggetto al diritto europeo quel rischio è minore. Nel dubbio rivolgiti a uno specialista.

I dati in un data center europeo sono sempre al sicuro dall'accesso straniero?

La posizione aiuta, ma non è tutta la storia. Conta anche a quale giurisdizione è soggetto il fornitore. Un server in Europa presso un fornitore soggetto al diritto americano offre meno certezza di un fornitore che opera interamente sotto il diritto europeo.

Cosa significa esattamente sovranità dei dati?

Sovranità dei dati significa che i tuoi dati sono soggetti al diritto della giurisdizione che scegli tu, invece che a una legge straniera. Per le organizzazioni europee si traduce nel GDPR, con le relative garanzie su come vengono trattati i dati personali.